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CAROLAN IVEY'S LATEST PARANORMAL RELEASE : A GHOST OF A CHANCE

L'ULTIMO ROMANZO PARANORMALE DI CAROLAN IVEY: A GHOST OF A CHANCE


Hereafter you can find a short interview to Carolan Ivey in occasion of her latest work, A GHOST OF A CHANCE, just released on December 30, 2008. You’ll find as well a translated excerpt of the book.
Carolan will stop by and read your comments in the coming days – so please, don’t forget to sign them with your name or a nick.
On Friday, we’ll draw the name of one lucky commenter who will receive an ebook from Carolan’s backlist.


Qui di seguito potete trovare una breve intervista a Carolan Ivey in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo A GHOST OF A CHANCE, appena uscito il 30 dicembre 2008, insieme a un estratto del libro.

Carolan passerà nei prossimi giorni a leggere i commenti che le lascerete – per favore, ricordatevi quindi di firmarli con il vostro nome, oppure una sigla o un nick.
Tra tutti coloro che lasceranno un commento a questo post, venerdì sorteggeremo un vincitore che riceverà in regalo uno dei romanzi di Carolan, in versione ebook.


BIO

Carolan Ivey is a North Carolina native living in northwest Ohio with her husband, two children, two highly opinionated dachshunds, and far too many books.

A technical writer by day, in her spare time she tries to indulge as many of her varied passions as possible - reading, traveling, finding new uses for her burgeoning lavender plants, singing with various classical choral groups, and exploring her Scottish roots through music. She is also a Karuna and Celtic Reiki Master.

She plays guitar, recorders and penny whistle, and recently acquired a bodhran in Ireland. She is now cheerfully driving her family insane learning to play it.


Carolan Ivey è nata nel North Carolina e vive nella parte nord-occidentale dell’Ohio insieme al marito, i loro due figli, due bassotti molto testardi, ed un’esagerata quantità di libri.

Di giorno lavora come scrittrice di testi tecnici, mentre nel tempo libero cerca di dedicarsi il più possibile alle sue diverse passioni- leggere, viaggiare, trovare nuovi utilizzi per le sue piante di lavanda che stanno diventando sempre più grosse, cantare in varie corali di musica classica, ed esplorare le sue origini scozzesi con l’aiuto della musica. E’ anche una maestra di Karuna e di Reiki Celtico.

Suona la chitarra, il flauto traverso e quello dolce, e recentemente ha acquistato un bodhran in Irlanda, e sta facendo allegramente impazzire la propria famiglia mentre tenta di imparare a suonarlo.


BEAUDRY'S GHOST ( Legends, Book 1 )

Genre: Paranormal Romance
Publisher: Samhain
ISBN: 1-59998-852-6
Publication Date: January 4, 2008
Cover art by Tuesday Dube

His legendary spirit is restless for revenge. But the touch of one woman could change his mind—and his destiny.

An irresistible force.

When Jared Beaudry’s restless spirit stumbles across a re-enactment of the Civil War battle in which he was murdered and mutilated, he jumps at the chance to find peace at last. Instead, his desperate leap into another man’s body triggers a deadly chain of events nothing can stop.

An immovable object.

Faced with an entire re-enacting unit possessed by spirits of the dead, psychic sensitive Taylor Brannon’s first instinct is to run. But she swallows her terror and stands her ground to protect her friends from a ghost who seems hell-bent on revenge and self-destruction.

Spontaneous combustion.

Jared’s powerful spirit touches her in the most deeply guarded depths of her heart, and after one burning night in his arms, Taylor adds another impossible task to her list: To somehow help Beaudry’s Ghost find peace. Caught up in a runaway train of events that races inevitably toward one tragic conclusion, Taylor finds herself fighting for the life—and love—of a ghost.

The cost could be her soul.


"...a thrilling story that doesn't even let me pause to catch my breath."
~Mrs. Giggles (87)



Il suo spirito leggendario vaga irerquieto in cerca di vendetta. Ma il tocco di una donna può fargli cambiare idea—e cambiargli il destino.

Una forza irresistibile.

Quando lo spirito irrequieto di Jared Beaudry si imbatte nella rappresentazione della battaglia della Guerra Civile in cui è stato assassinato e mutilato, coglie al volo l’occasione di trovare finalmente la pace. Invece, saltando disperato dentro al corpo di un altro uomo, scatena una sequenza mortale di eventi che niente riesce ad arrestare.

Un oggetto irremovibile.

Messa di fronte ad un intero gruppo di figuranti posseduti dagli spiriti dei defunti, il primo istinto della sensitiva Taylor Brannon è di scappar via. Ma soffoca il proprio terrore e tiene duro, per proteggere i propri amici da un fantasma che sembra votato alla vendetta e all’autodistruzione.

Combustione spontanea.

Il potente spirito di Jared la tocca nelle profondità più recondite del suo cuore, e dopo una notte di fuoco tra le sue braccia, Taylor aggiunge alla sua lista di cose a fare un’altra impresa impossibile: aiutare il Fantasma di Beaudry a trovare la pace, in qualche modo. Catturata da una sequenza incontrollabile di eventi che stanno precipitando verso una tragica conclusione, Taylor si ritrova a lottare per la vita—e per l’amore—di un fantasma

Il prezzo da pagare potrebbe essere la sua anima.


"...una storia elettrizzante, che non mi ha lasciato nemmeno il tempo di fare una pausa per prendere fiato."
~Mrs. Giggles (87)




A GHOST OF A CHANCE
( Legends, Book 2 )

Genre: Paranormal Romance
Publisher: Samhain
ISBN: 978-1-60504-261-9
Publication Date: December 30, 2008
Cover art by Tuesday Dube


One life hangs on the thread of her imagination…

Troy Brannon is a ghost with no time for heaven. Thanks to his well-intentioned meddling, he’s got a missing soul on his hands. Fortunately he’s learned a skill no well-behaved spirit should have—the ability to zip through time and space.

A side trip to revive a drowning woman should’ve been simple. But the moment he locks lips with Carey Magennis, she generates an inner fire he’s never felt before, alive or dead—and his ability to time travel disappears.

When the rising tide closes over Carey’s head, it’s the end—but only of life as she knows it. She wakes up haunted by the idea she no longer fits in, and by the sexy, lion-hearted ghost of the man who saved her. No one wants to hear about the strange things that have been happening to her since her near-death experience, least of all her image-conscious fiancé.

Troy realizes Carey accidentally stole his gift—and she has no idea the danger she’s in. Wherever her imagination takes her, she goes with it. Literally. Plus, that fiancé of hers has an agenda that doesn’t include her survival.

Saving her will be as dangerous to his mission as she is to his heart.




C’è una vita sospesa al filo della sua immaginazione…

Troy Brannon è un fantasma che non ha tempo per il paradiso. Grazie alla sua intromissione, anche se fatta con le migliori intenzioni, un’anima è andata smarrita per colpa sua. Fortunatamente, Troy ha imparato un’abilità che nessun spirito dalle buone maniere dovrebbe possedere—l’abilità di sfrecciare attraverso il tempo e lo spazio.

Una deviazione per rianimare una donna in procinto di affogare avrebbe dovuto essere una cosa semplice, per lui. Ma nel momento in cui posa le labbra su quelle di Carey Magennis, lei gli scatena dentro un fuoco interiore che Troy non ha mai conosciuto, né da vivo né da morto—e la sua abilità a viaggiare nel tempo scompare.

Quando l’alta marea si chiude sopra il capo di Carey, è la fine—ma solo della vita che lei conosce. Si sveglia tormentata dall’idea che la sua vita non fa più per lei, e si trova accanto il fantasma dell’uomo sexy e coraggioso come un leone che l’ha salvata. Nessuno vuole stare a sentire le strane cose che le sono successe dopo la sua esperienza di pre-morte, meno di tutti il suo fidanzato, un uomo attento solo a se stesso.

Troy si accorge che Carey accidentalmente gli ha rubato il suo dono—e che la ragazza non ha idea del pericolo che corre. Dovunque vaga la sua immaginazione, là finisce anche lei. Letteralmente. Inoltre, l’agenda del suo fidanzato non prevede che lei ne esca viva.

Salvarla sarà pericoloso per la sua missione quanto lei lo è per il suo cuore.

 INTERVISTA - INTERVIEW

- Thanks first of all, Carolan, for accepting to be our guest today and answer to our questions about your last release, A GHOST OF A CHANCE!

Thank you for having me!

- Anzitutto grazie, Carolan, per aver accettato di essere nostra ospite oggi e di rispondere alle nostre domande sul tuo ultimo libro, A GHOST OF A CHANCE!

Grazie a voi!


- For those European readers who don’t’ know your work yet, would you like to make a little introduction about yourself, your life and career, and your passion for writing?

I was born in North Carolina, which is rich in literary heritage. I don’t by any means count myself among greats like Thomas Wolfe or Kaye Gibbons, but storytelling runs deep in my veins. As a child I was diagnosed with rheumatoid arthritis, which meant I had a lot of time to sit around and do nothing but read, and lie in bed at night and create worlds in my head. It’s only natural that eventually I started to write stories of my own.

- Per quei lettori Europei che ancora non conoscono i tuoi lavori, ti andrebbe di parlarci un po’ di te, della tua vita e della tua carriera di scrittrice, e della tua passione per la scrittura?

Sono nata nel North Carolina, che ha una tradizione letteraria molto ricca. Non che io mi metta allo stesso livello di grandi scrittori come Thomas Wolfe o Kaye Gibbons, ma di sicuro ho la passione per lo scrivere nel sangue. Quand’ero bambina mi è stata diagnosticata l’artrite reumatoide, il che significava che avevo molto tempo per starmene seduta senza avere nient’altro da fare a parte leggere, e la notte me ne restavo a lungo sveglia nel mio lettino e creavo dei mondi immaginari. Era naturale, quindi, che prima o poi mi mettessi a scrivere delle storie tutte mie.


- Can you tell us a bit about A GHOST OF A CHANCE, and especially about how it connects to your famous BEAUDRY’S GHOST?

After BEAUDRY’S GHOST was published, readers began asking for a story about the heroine’s ghostly twin brother, Troy. At first, all I could think was, “Oh, no! Not another ghost story!” I had turned myself inside out to make BG a believable ghost story, which isn’t easy to do. I wasn’t sure how I was going to do it again—and do justice to a wonderful character like Troy—without repeating the same “tricks.”

I had no idea where to start, except at the end of BG, Troy is about to set out on a quest to locate the soul of another man that he feels responsible for losing to the void of space and time. I just put my hands on the keyboard and let him tell me his story.

At the opening of A GHOST OF A CHANCE, he has learned how to project his own energy body (his spirit) through time – to time travel without the help of any machines. When he’s temporarily distracted by a woman in distress, he stops to help – and accidentally entangles himself in her aura. He’s stuck wherever she is like glue. Worse, when she daydreams, she’s the one who goes on joy rides through time.

I had intended to make this a stand-alone story, but Taylor and Jared, the hero and heroine from BG, ended up playing vital roles in what has turned out to be more of a continuing story that will (hopefully) end with a book about Jared’s mysterious younger brother, Ethan.

- Ci puoi parlare un po’ di A GHOST OF A CHANCE, e soprattutto di come è collegato al tuo famosissimo BEAUDRY’S GHOST?

Dopo che BEAUDRY’S GHOST è stato pubblicato, i lettori hanno cominciato a chiedermi la storia di Troy, il fratello gemello fantasma dell’eroina. All’inizio, tutto quello che riuscivo a pensare è stato, “Oh, no! Un’altra storia di fantasmi, assolutamente no!” Era stata un’impresa davvero ardua, per me, fare in modo che BG fosse una storia di fantasmi credibile, cosa che non è affatto immediata. Non ero sicura che avrei potuto farcela un’altra volta—rendendo giustizia ad uno splendido personaggio come Troy—senza ricorrere alle stesse “astuzie.”

Non avevo idea di dove cominciare, a parte il fatto che alla fine di BG, Troy si prepara ad iniziare una ricerca per localizzare l’anima di un altro uomo che si è smarrito nel vuoto dello spazio-tempo, e della cui scomparsa lui si sente responsabile. A quel punto, ho posato le mani sulla tastiera e ho lasciato che fosse lui a raccontarmi la sua storia.

All’inizio di A GHOST OF A CHANCE, Troy ha imparato a proiettare il proprio corpo etereo (il suo spirito) attraverso il tempo – a viaggiare nel tempo senza l’aiuto di macchinari. Quando si imbatte in una donna nei guai, si distrae per un attimo e si ferma ad aiutarla – ed accidentalmente resta intrappolato dalla sua aura. Le rimane appiccicato come la colla, ovunque lei vada. Peggio ancora, quando lei sogna ad occhi aperti, è lei quella che adesso può divertirsi a viaggiare nel tempo.

Nei miei piani questa doveva essere una storia indipendente, ma Taylor e Jared, cioè l’eroe e l’eroina di BG, hanno finito per giocare un ruolo chiave in quello che alla fine, è risultato essere non più un semplice sequel ma la continuazione di una serie, che si concluderà (spero) con un libro su Ethan, il misterioso fratello minore di Jared.

- How difficult it is to have a ghost hero, in a romance? Which complications does this choice mean for the plot? Is it challenging to find a way to have him getting his HEA?

I think the reason ghost romances are so hard to write is that, well, the hero or heroine is dead! That makes it pretty hard to engineer a believable happily ever after. My challenge was to bring together a cast of compelling characters, plunk them in a challenging situation, and end up with a HEA that the reader could sit back and say, “Yeah, that could totally happen!”

I must have succeeded, because BG was almost universally praised and won some nice awards. :)

It isn’t giving anything away to say that I solved that problem in BG by having Jared take over a living body. In the end, the man who own is, John Garrison, voluntarily gives it up and lets Jared keep it. But when he does that, his own spirit gets sucked into the void of space and time – which sets up the premise for Troy’s story.

Now Troy is a ghost, as well, so my bigger challenge was to take the reader on another emotional, exciting ride that the reader could buy into. In the process of figuring out how to bring him and his lady, Carey, their own HEA, I needed a lot of help from a cast of supporting characters who will eventually become the seeds of another series. You’ll know what I mean when you read it.

- Che difficoltà comporta avere un fantasma come protagonista, in un romance? Quali complicazioni ci sono, per la trama? Quant’è difficile trovare un modo perché ci sia un lieto fine anche per lui?

Penso che la ragione per cui i romanzi sui fantasmi sono così difficili da scrivere è che, be’, o l’eroe o l’eroina sono morti! Questo rende abbastanza difficile escogitare un lieto fine credibile. Il mio obiettivo personale è stato mettere insieme un gruppo di personaggi intriganti, gettarli in una situazione piena di sfide, e terminare con un lieto fine tale che il lettore potesse alla fine dire, “Sì, è qualcosa che potrebbe succedere davvero!”

Devo esserci riuscita, visto che BG ha ricevuto apprezzamenti quasi da tutti e ha vinto parecchi premi importanti. :)

Non penso di fare uno spoiler dicendovi che ho risolto il problema in BG facendo in modo che Jared si impadronisse del corpo di un essere vivente. Alla fine, il legittimo proprietario del corpo, John Garrison, lo cede volontariamente e lascia che Jared lo prenda. Ma quando lo fa, il suo spirito viene risucchiato dal vuoto dello spazio-tempo – e ciò costituisce la premessa per la storia di Troy.

Ora, anche Troy è un fantasma, quindi l’impresa più difficile per me è stata trasportare il lettore in un’altra avventura emozionante ed eccitante che potesse risultare credibile. Mentre cercavo di immaginare come far sì che lui e la sua ragazza, Carey, potessero arrivare al lieto fine, mi sono servita dell’aiuto di un gruppo di personaggi secondari che prima o poi utilizzerò per una nuova serie. Quando leggerete il libro, capirete cosa intendo.

- After Troy’s story in A GHOST OF A CHANCE, we’re curious to know what will happen to some other characters from BEAUDRY’S GHOST – like Ethan, and John, and Beaudry himself. Do you have any plans about them?

Oh, yes. The great thing about having BG published by Samhain was that I had a chance to revise the story with a better eye toward the series as a whole. At the end of AGoaC, we sort of know what happens to John, at least where he ended up. But I, for one, want to know how he managed in the time and place he landed. He’s going to have to have his own HEA – it’s the least I can do for him, because he gave up everything so Jared could have the life that had been stolen from him.

Ethan. My dark, mysterious Ethan. :) He is only mentioned in BG, and appears only briefly in one scene in AGoaC. But readers are clamouring for his story.

Then there’s another character – actually two – that readers are interested in ever since the freshly revised version of BG was published by Samhain: Stephen Powell, and Lane Brannon. My thinking right now is that they will be the bridge that will help launch the new series, to be called “SpIRIT.”


- Dopo la storia di Troy in A GHOST OF A CHANCE, siamo curiosi di sapere cosa succederà ad alcuni personaggi di BEAUDRY’S GHOST – come Ethan, John, e Beaudry stesso. Hai dei progetti su di loro?

Oh, sì. La cosa migliore nel fatto che Samhain abbia pubblicato BG è che ciò mi ha dato la possibilità di rivedere la storia avendo una migliore visione d’insieme della serie. Alla fine di AGoaC, più o meno sappiamo cosa succede a John, per lo meno sappiamo dove è finito. Ma io per prima voglio sapere come se l’è cavata nel tempo e del luogo in cui si trova adesso. Ci sarà un lieto fine anche per lui– è il minimo che posso fare per lui, perché ha rinunciato a tutto in modo che Jared potesse avere la vita che gli era stata rubata.

Ethan. Ah, il mio cupo, misterioso Ethan. :-) Viene solo menzionato in BG, ed appare solo brevemente in AGoaC. Ma i lettori mi chiedono a gran voce la sua storia.

Poi c’è un altro personaggio – due, a dir la verità – a cui i lettori sono interessati fin da quando la versione riveduta e corretta di BG è stata pubblicata dalla Samhain: Stephen Powell, e Lane Brannon. Il mio pensiero in questo momento è che saranno il ponte che userò per lanciare la mia nuova serie, che si chiamerà “SpIRIT.”


- All your stories contain many paranormal elements, and of a quite peculiar kind: Faeries and trolls ( ABHAINN’S KISS ), ancient goddesses ( WILDISH THINGS ), ghosts ( BEAUDRY’S GHOST, A GHOST OF A CHANCE )… You’ve been avoiding so far the “big classics” of paranormal romances, that is vampires, werewolves and shapeshifters. Is this the result of an intentional choice by your side, and if yes why? Do you perhaps think this kind of plots start to be a bit worn-out?

I don’t think readers will ever tire of a good vampire or werewolf story. In fact, my planned SpIRIT series will delve into this genre. Troy, the hero in AGoaC, is (or was, when he wasn’t a ghost) a member of a special ops team in which every member has, shall we say, a special ability. He was actually recruited away from the Navy SEALs. Members of SpIRIT play a critical role in AGoaC, and one of them, Matthias Andros, is a wolf shifter. Readers who got an advanced look at AGoaC instantly zeroed in on him!

I think the reason I didn’t dive right into vampires and werewolves is that there are so many good ones out there, I didn’t feel like I had anything unique to contribute to the genre. But now I think I do. ;) Stay tuned.

Celtic mythology has always been my first love. Where I was born in North Carolina, Robeson County, has a strong connection to Scotland. Other family branches reach into Ireland, Wales and Cornwall. The well of Celtic lore is deep and wide, an endless source of inspiration.

A while back my dearest friend, J.C. Wilder, looked at my huge collection of Celtic-themed books and said, “When are you going to start writing stories?” When, indeed. The result was ABHAINN’S KISS, which appears in an anthology along with J.C.’s THIEF OF HEARTS.

WILDISH THINGS is more of a contemporary with a meddling Irish goddess of the land, the Cailleach. She pushes the heroine way out of her comfort zone and into the arms of a wild Irishman on a Harley. It’s probably the most erotic story I’ve published so far, and it’s also close to my heart because my husband and I travelled to Ireland a few years ago and had a marvellous time. Um, except for the food poisoning incident, but that’s another story. :)


- tutte le tue storie contengono parecchi elementi paranormali, e di un tipo abbastanza particolare: Fate e trolls ( ABHAINN’S KISS ), antiche divinità ( WILDISH THINGS ), fantasmi ( BEAUDRY’S GHOST, A GHOST OF A CHANCE )… Finora hai evitato i “grandi classici” dei romances paranormali, cioè vampiri, licantropi e mutaforma. Si tratta del risultato di una scelta intenzionale da parte tua, e se sì perché? Pensi forse che questo tipo di trame inizi ad essere un po’ troppo sfruttato?

Non credo che i lettori si stancheranno mai di una buona storia sui vampiri o sui licantropi. Infatti, la serie SpIRIT che sto progettando affronterà questi temi. Troy, l’eroe di AGoaC, è (cioè, era, quando non era un fantasma) un membro di una squadra speciale di militari in cui ciascuno dei membri ha, diciamo così, un’abilità speciale. Era stato trasferito a quest’unità dai Navy SEALs. I membri di SpIRIT giocano un ruolo chiave in AGoaC, e uno di loro, Matthias Andros, è un mutaforma capace di trasformarsi in lupo. I lettori che hanno avuto la possibilità di gettare una prima occhiata a AGoaC l’hanno preso di mira all’istante!

Penso che la ragione per cui non ho iniziato subito con i vampiri ed i licantropi è che ci sono così tanti ottimi romanzi in giro, che non mi sentivo in grado di dare un mio contributo particolarmente originale a questo genere. Ma ora penso di poterlo fare. ;-) Attendete fiduciosi!

La mitologia celtica è sempre stata il mio primo amore. La zona del North Carolina dove sono nata, la contea di Robeson, ha dei forti collegamenti con la Scozia. Ci sono altri rami famigliari che risalgono all’Irlanda, al Galles e alla Cornovaglia. Il pozzo del folklore celtico è ampio e profondo, una fonte infinita di ispirazione.

Un po’ di tempo fa la mia più cara amica, J.C. Wilder, ha guardato la mia enorme raccolta di libri su temi Celtici e mi ha detto, “Quand’è che inizi a scrivere qualcosa?” davvero, quando? Il risultato è stato ABHAINN’S KISS, che compare in un’antologia a cui ha partecipato anche J.C. con THIEF OF HEARTS.

WILDISH THINGS è più che altro una storia contemporanea in cui si insinua una dea irlandese della terra, la Cailleach . La dea spinge l’eroina al di fuori della sua vita tranquilla, e la spedisce dritta tra le braccia di un irlandese scatenato che se ne va in giro su una Harley. Probabilmente, è la storia più erotica che ho scritto finora ed è anche cara al mio cuore, perché io e mio marito abbiamo fatto un viaggio in Irlanda qualche anno fa e ci è piaciuta moltissimo. Be’, a parte la faccenda dell’intossicazione alimentare da cibo avariato, ma quella è un’altra storia. :)


- You recently revised BEAUDRY’S GHOST, nine years after its first publication by LTD Books, for its new release by Samhain. How did it feel like, re-writing one of your earlier works ? can you tell us something about the changes you did?

Wow, this is a great question. I talked about this on my blog (
http://carolanivey.blogspot.com/  ) back when Samhain published the book.

I’m the kind of writer who feels like words are fluid things and nothing is ever set in stone. There is always room for improvement. I’ve called BG the book the refuses to die, because it went through two publishers who went belly up before Samhain picked it up. I looked at is as a gift, to be able to go back and revise the story based on the skills I’ve gained as a writer in the years since I first wrote the book.

I have to tell you, it’s not a comfortable process to have an editor as sharp as Lindsey McGurk pick apart what you thought was your best writing at the time! LOL BG was and is the book of my heart, and I felt acutely that this was my last chance to get it right and do justice to these amazing characters. Therefore I might have had an emotional meltdown or two while putting the final touches on this book. :)

Another wonderful thing was that I got to revise with an eye for the series as a whole. Before, I’d never intended to write a sequel – until readers started asking for one! There were corners in the original version that I couldn’t write my way out of. In the revision process, Lindsey and I fixed that and the result, if I may say so, is an even stronger story than before.

- Recentemente hai riscritto BEAUDRY’S GHOST , a nove anni di distanza dalla sua prima pubblicazione da parte di LTD Books, per la sua riedizione da parte di Samhain. Com’è stato per te riscrivere uno dei tuoi primi lavori? Ci puoi dire qualcosa sui cambiamenti che hai fatto?

Wow, questa è una domanda importante. Ho parlato di questo argomento sul mio blog (
http://carolanivey.blogspot.com/  ) a suo tempo, quando Samhain ha pubblicato il libro.

Sono quel tipo di scrittrice che sente le parole come qualcosa di fluido, e che pensa che niente è scolpito nella pietra. C’è sempre spazio per migliorare. Ho soprannominato BG “il libro che rifiuta di morire”, perché è passato attraverso due case editrici che sono finite gambe all’aria prima che Samhain lo accettasse. L’ho visto come un dono, il fatto di poter ritornare indietro e rivedere la storia basandomi sull’abilità di scrittrice che ho acquisito nel corso degli anni, rispetto a quando ho scritto il libro per la prima volta.

Devo dirlo, non è una cosa facile avere un editor preciso come Lindsey McGurk che ti seziona quello che fino a quel momento pensavi fosse la cosa migliore che avevi scritto in vita tua! LOL BG era ed è il libro del mio cuore, e ho sentito con grande intensità che questa era la mia ultima possibilità di sistemarlo e di rendere giustizia a questi sorprendenti personaggi. Perciò potrei aver avuto una crisi di nervi o due mentre davo i ritocchi finali al libro. :- )

Un’altra cosa meravigliosa è che ho potuto riscriverlo tenendo conto della serie come di un tutto. Prima, non avrei mai pensato di scriverne un sequel – finché i lettori non hanno cominciato a chiedermelo! C’erano dei punti nella versione originale in cui non ho saputo districarmi bene. Durante il processo di revisione, Lindsey e io li abbiamo sistemati, ed il risultato, se posso dirlo, è una storia ancora più solida di prima.


- After a debut with LTD Books, your last works have been published by Samhain, an ebook publisher. What do you think of the experience? What are the pros and the cons vs. “standard” publishing?

Actually Samhain publishes both ebook and print. It has been a positive experience all around, knowing that Crissy Brashear has taken her previous experience in this business and used what she has learned to create a house that has staying power, and puts its authors first. For Samhain, it truly is “all about the story.”

I have submitted to the “big” NY publishing houses, but while they said they liked my work, they couldn’t find a niche for my out-of-the-box stories. Samhain doesn’t care how many genre lines I cross or combine. If the story is good, they will publish it!

If there are any cons, it’s the challenge of mass distribution. If you sell a manuscript to Silhouette, for example, you’re pretty much guaranteed mass distribution around the globe. Independent publishers have a harder time cracking that “glass ceiling”, but Samhain is making steady progress. They are already one of the “big dogs” of indie romance publishing, and are expanding by the day. It was great to have the opportunity to get in on the ground floor.

- Dopo aver debuttato con la LTD Books, i tuoi ultimi lavori sono stati pubblicati da Samhain, una casa editrice di ebooks. Cosa pensi di questa esperienza? Quali sono i pro e i contro rispetto ad una pubblicazione “standard”?

A dir la verità Samhain pubblica sia ebooks che libri cartacei. E’ stata un’esperienza positiva in tutti i sensi, se si tiene conto del fatto che Crissy Brashear ha usato la propria precedente esperienza in questo settore e tutto quel che ha imparato per creare una casa editrice che ha forza ed energia, e che mette i propri autori al primo posto. Per Samhain, è proprio vero che “le storie sono tutto.”

Ho mandato i miei lavori alle “grandi” case editrici di New York, ma se da una parte mi dicono che gli piacciono, dall’altra non riescono a trovare una nicchia per loro perché non sono catalogabili in un genere preciso. Alla Samhain non interessa quanti generi miscelo o metto insieme. Se la storia è buona, me la pubblicheranno!

Tra i contro, c’è la difficoltà della distribuzione di massa. Se vendi un manoscritto a Silhouette, per esempio, hai praticamente la garanzia che sarà distribuito in tutto il mondo. Le case editrici indipendenti hanno più difficoltà a infrangere il “soffitto di vetro”, ma Samhain sta facendo sempre più progressi. Sono già un “nome” nel campo dell’editoria indipendente di romance, e si stanno espandendo ogni giorno di più. E’ stato grandioso avere la possibilità di essere con loro fin dagli inizi.

- ... other projects of yours you'd like to talk about? Anything else you’d like to tell to readers?

Right now I’m writing my first highly erotic story. Of course, it will have paranormal aspects, as well! I just can’t seem to keep the ghosts from haunting my stories. But this time the hero and heroine are very much alive, and the ghosts involved are playing matchmaker. This will be the start of a series of erotic novellas called “Tales from the Inn.”

And of course, I’m deep into research for the next book in the LEGENDS series, which will be John’s and/or Ethan’s story.

Thank you so much for having me as a guest on your wonderful site!

Web site: www.carolanivey.com  
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Book Trailers:
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- ... hai altri progetti di cui ti piacerebbe parlarci? C’è altro che vorresti dire alle lettrici?

Proprio in questo momento sto scrivendo la mia prima storia ad alto contenuto erotico. Ovviamente, ci saranno anche degli aspetti paranormali! Sembra proprio che non riesca ad impedire ai fantasmi di infestare le mie storie. Ma stavolta l’eroe e l’eroina sono decisamente vivi, e gli spiriti coinvolti cercheranno di farli mettere insieme. Sarà il racconto iniziale di una serie di racconti erotici che si chiamerà “ “I Racconti della Taverna” ( “Tales from the Inn.”)

E naturalmente, sto facendo ricerche per il prossimo libro della serie LEGENDS, che sarà la storia di John oppure quella di Ethan.

Vi ringrazio davvero tantissimo per avermi ospitato sul vostro splendido blog!

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EXCERPT - ESTRATTO

Gráinne Cottage, Dingle Peninsula, Ireland


“I cannot complete this reading.”

The older woman’s hands moved quickly to gather the Tarot cards spread on the kitchen table, the movement causing the flame of the single white candle at its center to flicker.

Carey Magennis leaned back in the creaky wooden chair, trying to decide if she should be amused or alarmed. For now, she chose the former. After all, Genola’s informal Tarot reading was only for fun.

She sipped her tea, admiring the vase of freshly picked heather on the table. The moist breath of an afternoon breeze felt unusually cool on her cheek as it puffed in through the open window. But then again, an Irish July felt downright arctic to any North Carolina native. The morning rain had passed, and through the storm door she saw the rich, green hillside below the cottage. Beyond, the sea glittered like muted pewter. Great Blaskett Island lay a few miles offshore like a sleeping giant, half covered by a fluffy blanket of mist.

She had left Kyle poring over maps and guidebooks while she had gone in search of a cup of tea to settle her still-queasy stomach, the aftermath of getting food poisoning from a Killarney restaurant. Thanks to her twenty-four-hour stint on her knees before the porcelain god, they were now a full day behind schedule. They were darned lucky Genola McCarthy had a vacancy in her little cottage B&B at the height of tourist season. Carey had been too ill to make it to their original destination.

Kyle had been less than thrilled with the comparatively rustic accommodations, but Carey, now that she was well enough to have a look around, loved the old stone cottage with its thick, whitewashed walls and cozy thatched roof. Traces of the morning peat fire still tanged the air inside the little dwelling, blending with the aroma of fresh bread baking in the Aga.

Genola had welcomed her warmly into the homey, low-ceilinged kitchen, and cheerfully joined her for a cup of strong Irish tea with plenty of fresh milk and sugar. Spying the new engagement ring on Carey’s left hand, Genola had reached into her apron pocket and withdrawn a set of Tarot cards, saying with a wink that she was going to see how long it would be before Carey and Kyle began adding to their respective family trees.

Carey glanced down now at the sparkling diamond solitaire on her left ring finger as Genola continued to gather the spread-out cards. She’d thought they’d only be spending a few days in Dublin, he making contacts for his fledgling, international real-estate development firm, while she wandered in and out of old churches and museums, feeding her insatiable appetite for all things historic. But he’d presented her a ring at dinner one night—in between taking business calls on his mobile phone—and swept her off on a surprise whirlwind tour of Ireland, attempting to see the entire country in five scant days.

She idly turned her hand and wondered why the sight of the glittering stone didn’t set her heart to glittering in return. She ought to be deliriously happy. She should. After all, her life was turning out exactly as she’d planned.
“Are the spirits carrying around erasers these days?” She tore her gaze from the ring and, propping her chin in her palm, winked to let the woman know she was only kidding.

Genola smiled and winked in return. “Oh, ’tis nothing, darlin’. Simply a mistake, that’s all.”

“What kind of mistake?” Carey was relieved to see the Death card disappear back into the deck.

“This blank card—” Genola held it up, “—shouldn’t have been in the deck. It’s included only to replace a lost card.” She put the card back into a small wooden box and firmly shut the lid, then shuffled the deck three times. “Now, let’s be after tryin’ this again. Please cut the deck into three piles.”

Carey did as she was told, and watched Genola spread the cards across the table with one smooth motion.

“And choose three cards, please.”

Again, Carey pulled three cards at random and placed them facedown in front of her.

Genola turned over the first card, and Carey swallowed a gasp. It stuck in a painful knot at the base of her throat before she forced herself to relax.

“Now that’s interesting,” said Genola, unconcerned. “You drew the Death card again. This card represents your past, and at some point…”

“I’m going to die?” Carey croaked, only half joking.

Genola chuckled. “Not at all, dear. You simply underwent a time of great change. Or you will. Sometimes the timeline is a bit vague.”

Carey relaxed, and leaned her elbows on the table again, and allowed a small smile. “Well, I got engaged recently. Maybe that’s it. And I lost my parents at a very young age…” She quickly shut her mouth. This wasn’t something she normally shared with relative strangers.

Genola stilled, her expression distressed. “I’m so sorry, child.”

Carey reached out and patted one of Genola’s hands. “It’s all right. It was a long time ago and my aunt raised me.”

Genola relaxed, then looked her up and down, eyes slightly unfocused. “Your aura is very strong, particularly around you heart. It’s bright green.” Her eyes focused again and she smiled gently. “I thought when I first saw you, that you had the look of a faerie child.”

Carey found herself toying with one of her wild black curls. Chemical processing had tamed the unruly mass that was her hair, but Ireland’s damp weather had brought back its tendency to kink. All she had managed to learn about this gift from her father’s side of the family were four tight-lipped words, “Black Irish and Indian.” At which point the woman’s lips would compress into a tight, thin line.

“Faerie. Yes, well, I don’t much resemble Tinker Bell,” she said ruefully, remembering her own mother’s petite, fair beauty, lost to her now except in photographs.

“Oh, the other crowd are a dark, little folk. Nothing like you see in the movies. The Magennis people in Ireland are mostly fair in coloring, but once in a while they throw a dark one, and it’s said such people are touched by the good folk. You may be several generations removed from Ireland, my dear, but the magic still lingers about you, that I can see.”

Oh, this was getting good. Carey dismissed the uncomfortable notion that Genola McCarthy could somehow know exactly how she’d been feeling these past months. As if she were poised on some great precipice of change. She’d chalked it up to the ticking of her biological clock.

The Irishwoman flipped the next card. “This card represents your present. Oh…dear…”

Carey stared in amazement. She’d drawn the exact same card as last time.

“My, my! The oracle certainly is speaking strongly this afternoon.” Genola’s voice quavered a little, despite her efforts to sound cheerful. “I can’t remember any other time someone has drawn the exact same cards in this way, in spite of the deck having been shuffled. Very…odd.”

“What do you think it means?” Carey watched Genola’s face. This was only a Tarot reading, for heaven’s sake.

“This card represents your present situation. It’s the suit of Wands, which is the suit of change, restlessness, possibly upheaval. And this is the Knight. There’s a man involved. Quite possibly a blond man.”

Curious, Carey leaned in for a closer look at the card in question. The card depicted a warrior in battered Athenian armor standing on a hilltop overlooking an ancient city. The soldier held a heavy sword, and a helmet adorned with a horse-tail plume covered his head. Lion-colored hair flowed out from under the helmet. But it was his direct stare that snagged her attention. His vivid green eyes—all she could see of his face—glowed like living things in the stillness of the picture.

She had the absurd notion that she wished she could step into the picture and straight into his protective arms. With a hard mental shake, she tore her gaze away from the warrior and noticed a banner flying over the city in the background. It was clearly labled Troy.

Her scalp prickled.

“Interesting.” She tried to sound offhand. “My middle name is Helen.”

Genola’s eyebrow went north. “Is that so? You should see the queen of this suit. It is, indeed, Helen of Troy.”

A woman who brought disaster down on an entire kingdom for loving the wrong man. Carey’s stomach started to feel funny again, and she forced herself to relax. “But I don’t know any blond men. At least not well enough to consider them part of my personal life.”

Genola smiled, serenely confident again. “If there isn’t one now, there will be. And I daresay his entrance won’t be subtle.”

“Hm. If you say so.” Maybe Kyle was going to bleach his dark hair or something. Then she laughed to herself. Not bloody likely.

“I certainly do say so.” Genola nodded and reached for the third card. “Well, then let’s see what all these changes and this mysterious blond man will mean for your future. At least we know the card won’t be…” she flipped the card, “…blank.”

Now Carey’s heart really did turn over. What the…?

Genola’s calm demeanor vanished, and she turned white.

The card was blank. Again.

“Impossible,” Genola whispered. “I just put that card back in the box. You saw me put it there, didn’t you?”

“Don’t be silly,” said Carey, reaching for the box and popping off the lid. “Maybe it stuck to your hand.”

But the first blank card still lay inside. She looked up at Genola. “Is there more than one blank card in this deck?”

Genola shook her head. “Only one.”

“Do it again.”

“What?”

“Shuffle the cards and let me draw again.”

Genola seemed to come back to herself. “Of course, of course.” She gathered the cards and began to shuffle them, then her fingers slowed. “Let’s try a different deck. This one’s new—I haven’t worked with it much.” She leaned back in her chair, reached into a half-open kitchen drawer, and extracted a small, battered wooden box. Sweeping the offending deck off the table and back into its own box, she spread the well-used deck face up on the table, so they could both see that no blank cards lurked. Then she quickly shuffled, humming softly to herself as she worked.

“Now,” she said confidently, her face relaxing into another smile. “This deck has never failed me.”

Again Carey went through the ritual of drawing three cards, wondering why she was doing this when she ought to be telling Genola “t’anks, but no t’anks”.

“Here we go.” Genola turned over the first card.

Carey gave a bark of surprised laughter and nearly fell out of her chair.

The Death card grinned mockingly up at her.

“Ehm…” Genola turned the middle card. Knight of Wands. Again. “I, ah, don’t know what to say, Miss Magennis. I truly don’t. This has never, ever happened before. To draw the exact same cards repeatedly? From different decks…” She reached for the third card, her hand visibly trembling.

Carey reached out and gripped her wrist. “Let me.” If the woman was indeed doing a sleight of hand, she was going to make darned sure it didn’t happen again. Not that she believed in this stuff, not at all. But she’d rather sleep without nightmares, thank you very much.

She turned the card. Blank. She let it drop from her numb fingers.

Get a hold of yourself, girl. It’s a trick. Just a trick.

She forced a laugh and quickly gulped the rest of her tea. “You’re very good. Ever thought of going on the road?” Her laugh trailed off when the other woman said nothing.

Genola didn’t look at her, but down at the cards, her face pale and still. Then she looked up at Carey, her eyes seeing something beyond the here and now.

“I tell you, miss, these cards have never lied.”

Carey gave the woman what she hoped was a bright smile that hid how rattled she was. “Thanks, Mrs. McCarthy. I…think I’ll take a little walk down to the headland. Kyle should be finished re-planning our schedule, thanks to me and my rebellious tummy.”

Genola nodded and began picking up the cards, one by one, examining each one as if she’d never seen it before. Carey rose from the chair, uneasy and unsure what to say next. Genola touched her arm as she passed, eyes troubled.

“Just be careful, miss. Be very, very careful.”

Carey chuckled again, trying to put the poor woman—and herself?—at ease. “Oh, don’t worry. My fiancé plans everything down to the last detail. I won’t have time to get myself into trouble. Trust me.”



Gráinne Cottage, Penisola di Dingle, Irlanda

“Non riesco a completare questa lettura.”

Le mani della donna più anziana si mossero velocemente per raccogliere le carte dei tarocchi sparpagliate sul tavolo da cucina, ed il movimento fece ondeggiare la fiamma dell’unica candela bianca posta al suo centro.

Carey Magennis si appoggiò allo schienale della sedia di legno cigolante, cercando di decidere se doveva essere divertita oppure allarmata. Per il momento, scelse la prima opzione. Dopotutto, le letture informali dei tarocchi che faceva Genola erano solo un passatempo..

Sorseggiò il proprio tè, ammirando il vaso di erica raccolta da poco sulla tavola. L’umido respiro di una brezza pomeridiana era insolitamente fresco sulla sua guancia mentre soffiava dentro dalla finestra aperta. Ma del resto, un luglio irlandese sembrava decisamente polare a qualcunque nativo della Carolina del Nord. La pioggia mattutina era terminata, e attraverso la porta esterna poteva vedere il pendio verdeggiante e fertile della collina oltre il cottage. Più in là, il mare luccicava come peltro fuso. L’isola di Great Blaskett Island si stendeva poche miglia al largo come un gigante addormentato, semicoperto da una soffice trapunta di nebbia.

Aveva lasciato Kyle intento a studiare cartine e guide turistiche, mentre lei era andata in cerca di una tazza di tè per rimettere a posto il suo stomaco ancora sottosopra per i postumi di un mezzo avvelenamento da cibo avariato in un ristorante Killarney. Grazie a ventiquattr’ore passate a vomitare inginocchiata di fronte all’idolo di porcellana, ora erano in ritardo di un giorno intero sul programma. Avevano avuto una fortuna sfacciata a trovar un posto libero nel piccolo cottage dove Genola McCarthy aveva un B&B, nel momento clou della stagione turistica. Carey era stata troppo male e per poter riuscire ad arrivare alla loro destinazione originaria.

Kyle non era stata particolarmente entusiasta di quella sistemazione relativamente rustica, ma Carey, ora che stava abbastaza bene da dare un’occhiata intorno, amava il vecchio cottage, di con le sue mura spesse imbiancate a calce ed il confortevole tetto di paglia. Tracce del fuocodi torba acceso quella mattina mattina ancora aleggiavano nell’aria, mescolandosi con l’aroma del pane che stava cuocendo nel forno della stufa.

Genola l’aveva accolta con calore nella cucina casalinga, dal soffitto basso, e si era allegramente unita a lei per una tazza di tè forte irlandese, con molta panna fresca e zucchero. Spiando l’anello di fidanzamento nuovo sulla mano sinistra di Carey, Genola aveva infilato la mano nella tasca del grembiule e ne aveva estratto un mazzo di tarocchi, dicendo con una strizzatina d’occhi che aveva intenzione di vedere quanto ci sarebbe voluto prima che Carey e Kyle iniziassero a far germogliare i rispettivi alberi genealogici..

Carey abbassò lo sguardo sul solitario di diamanti che scintillante al suo anulare sinistro, mentre Genola continuava a raccogliere le carte sparpagliate. Aveva pensato che avrebbero passato solo pochi giorni a Dublino, lui prendendo contatti per la sua neonata società immobiliare internazionale, lei a vagabondare dentro e fuori da vecchie chiese e musei, alimentando il suo insaziabile appetito per tutto ciò che era storico. Ma una sera a cena lui le aveva regalato un anello—tra una chiamata d’affari e l’altra sul cellulare—e a sorpresa l’aveva trascinata in un tour-lampo d’Irlanda, con l’obiettivo di vedere l’intero paese in cinque miseri giorni.

Lei girò pigramente la mano e si chiese perchè la vista della pietra scintillante non facesse scintillare anche il suo cuore. Avrebbe dovuto essere felice da impazzire. Avrebbe proprio dovuto. Dopo tutto, la sua vita stava prendendo esattamente la piega che aveva programmato.

“Di questi tempi gli spiriti vanno in giro con gomme per cancellare?” Distolse lo sguardo dall’anello e, appoggiando il mento sul palmo, strizzò l’occhio per far capire alla donna che stava solo scherzando.

Genola sorrise e strizzò l’occhio di rimando. “Oh, non è niente, cara. Solo un errore, tutto qui.”

“Che genere di errore?” Carey si sentì sollevata nel vedere la carta della Morte sparire di nuovo nel mazzo.

“Questa carta vuota, senza figure—” Genola la sollevò, “—non avrebbe dovuto essere nel mazzo. Ce l’avevo messa solo per rimpiazzare una carta mancante.” Ripose il mazzo di carte in una scatoletta di legno e chiuse cond ecisione il coperchio, poi mescolò il mazzo tre volte. “Adesso, riproviamo. Per favore, taglia il mazzo tre volte.”

Carey fece come le era stato detto, e guardò Genola allargare le carte sul tavolo con un solo fluid movimento.

“E scegli tre carte, per favore.”

Di nuovo, Carey estrasse tre carte a caso e le dispose a faccia in giù di fronte a lei.

Genola girò la prima carta, e Carey soffocò un’esclamazione di sorpresa. Le si bloccò in fondo alla gola, in un nodo doloroso, mentre si sforzava di rilassarsi.

“Ora, questo è interessante,” disse Genola, tranquillamente. “Hai estratto di nuovo la carta della Morte. Questa carta rappresenta il tuo passato, e a un certo punto…”

“Sto per morire?” Carey gracchiò, scherzando solo a metà.

Genola ridacchiò. “Nient’affatto, cara. Semplicemnte, sei passata attraverso un periodo di grandi cambiamenti. Oppure lo farai in futuro. Qualche volta la scala dei tempi è un po’ vaga.”

Carey si rilassò, ed appoggiò di nuovo i gomiti sul tavolo, concedendosi un sorrisino. “Be’, recentemente mi sono fidanzata. Forse è questo. E ho perso i miei genitori quand’ero molto giovane…” Chiuse velocemente la bocca. Questi non erano fatti che di solito condivideva con persone pressocchè sconosciute.

Genola si immobilizzò, con l’espressione turbata. “Mi dispiace davvero tanto, bambina.”

Carey si sporse in avanti e accarezzò una delle mani di Genola. “Va tutto bene. E’ stato tanto tempo fa, e mia zia mi ha allevato.”

Genola si rilassò, poi la guardò su e giù, con gli occhi leggermente sfocato. “La tua aura è molto forte, particularmente intorno al cuore. E’ verde brillante.” I suoi occhi tornarono a fuoco e la donna sorrise con gentilezza. “Quando ti ho visto per la prima volta, ho pensato che avevi l’aspetto di figlia delle fate.”

Carey si scoprì intenta a giocare con uno dei suoi ribelli riccioli neri. I trattamenti chimici aveva domato quella massa ingovernabile che erano i suoi capelli, ma il tempo umido dell’Irlanda aveva riportato indietro la loro tendenza ad arricciarsi. Tutto quello che era riuscita ad imparare circa questo dono del lato paterno della sua famiglia erano quattro parole dette a labbra strette, “Irlandese nera ed Indiana.” E a quel punto le labbra della donna si sarebbero strette a formare una linea sottile.

“Fate. Be’, sì, non assomiglio molto a Campanellino,” disse in tono colmo di rimpianto, ricordando la bellezza bionda e minuta della propria madre, ora persa per lei a parte che nelle foto.

“Oh, l’altro popolo era piccolo e scuro. Niente di quel che vedi nei film. I Magennis d’Irlanda sono soprattutto di colorito chiaro, ma di tanto in tanto ne nasce uno scuro, e si dice che queste persone sono stati toccati dal popolo buono. Puoi essere rimasta lontana dall’Irlanda per parecchie generazioni, mia cara, ma la magia aleggia ancora intorno a te, la posso vedere.”

Oh, le cose si stavano mettendo proprio bene. Carey scacciò la fastidiosa idea che Genola McCarthy potesse in qualche modo sapere esattamente come si era sentita nel corso degli ultimi mesi. Come se fosse sospesa su un qualche grande precipizio di cambiamenti. L’aveva attribuito al passare degli anni, al proprio orologio biologico che ticchettava.

La donna irlandese girò la carta seguente. “Questa carta rappresenta il tuo presente. Oh…santo cielo…”

Carey la fissò stupefatta. Aveva estratto esattamente la stessa carta di prima.

“Però, però! Di sicuro l’oracolo parla ad alta voce, oggi pomeriggio.” La voce di Genola tremò un pochino, malgrado i suoi sforzi di suonare allegra. “Non riesco a ricordarmi di un’altra occasione in cui qualcuno ha estratto esattamente le stesse carte in questo modo, malgrado il mazzo fosse stato mescolato. Molto…strano.”

“Cosa pensi che significhi?” Carey guardò il viso di Genola. Era solo una lettura dei tarocchi, per l’amor del cielo.

“Questa carta rappresenta la tua situazione presente. Appartiene al seme dei Bastoni, che è il segno del cambiamento, dell’irrequietezza, a volte di sconvolgimento. E questo è il Cavaliere. C’è di mezzo un uomo. Biondo, molto probabilmente.”

Curiosa, Carey si tese in avanti per osservare più da vicino la carta in questione. La carta raffigurava un gerriero in un’ammaccata armatura ateniese, in piedi sulla cima di una collina ed intento a sorvegliare un’antica città. Il soldato portava una spada pesante, ed un elmo ornato da una piuma a coda di cavallo gli copriva il capo. Una chioma leonina sfuggiva da sotto l’elmo. Ma fu il suo sguardo diretto ad attrarre la sua attenzione. I suoi vividi occhi verdi—tutto ciò che poteva vedere della sua faccia—splendevano come cose vive nell’immobilità del disegno.

Ebbe l’idea assurda che avrebbe desiderato poter entrare nel disegno e correre a rifugiarsi tra le sue braccia protettive. Riscuotendosi energicamente, distolse lo sguardo dal guerriero e notò un vessillo che sventolava sopra la città, sullo sfondo. C’era chiaramente scritto Troy.

Si sentì drizzare i capelli in testa.

“Interessante.” Cercò di suonare sbrigativa. “Il mio secondo nome è Helen.”

Genola sollevò le sopracciglia. “Davvero? Ovresti vedere la regina di questo seme. E’ proprio Elena di Troia.”

Una donan che scatenò il disastro su un regno intero per aver amato l’uomo sbagliato. Lo stomaco di Carey iniziò di nuovo a farle strani scherzi, e lei si sforzò di rilassarsi. “Ma non conosco nessun uomo biondo. Almeno, non abbastanza bene da considerarlo parte della mia vita personale.”

Genola sorrise, di nuovo fiduciosa e serena. “Se adesso non ce n’è uno, ci sarà. E oserei dire che la sua entrata in scena non passerà inosservata.”

“Hm. Se lo dici tu.” Forse Kyle si sarebbe fatto schiarire i propri capelli, che erano scuri, o qualcosa di simile. Poi rise tra sè. Ma quando mai.

“Certo che lo dico.” Genola annuì e si tese a prendere la terza carta. “Be’, allora vediamo cosa porteranno nel tuo futuro tutti questi cambiamenti e questo misterioso uomo biondo. Almeno sappiamo che la carta non sarà…” girò la carta, “…vuota.”

Ora il cuore di Carey davvero ebbe un sobbalzo. Ma che…?

L’atteggiamento calmo di Genola svanì, e lei impallidì di colpo.

Era la carta bianca. Ancora.

“Impossibile,” sussurrò Genola. “L’ho appena rimessa nella scatola. Mi hai visto mentre ce la rimettevo dentro, o no?”

“Non dire sciocchezze,” disseCarey, prendendo la scatola e spalancandone il coperchio. “Forse ti è rimasta incollata alla mano.”

Ma la prima carta bianca era ancora lì dentro. Guardò su verso Genola. “C’è più di una carta bianca in questo mazzo?”

Genola scosse la testa. “Solo una.”

“Fallo di nuovo.”

“Cosa?”

“Mescola le carte e fammele scegliere di nuovo.”

Genola sembrò tornare in sè. “Certo, certo.” Raccolse le carte ed iniziò a mescolarle, poi le sue dita rallentarono. “Proviamo un altro mazzo. Questo è nuovo—non l’ho usato molto.” Si sporse all’indietro sulla sedia, raggiunse un cassetto mezzo aperto della cucina, e ne estrasse una piccola scatola di legno ammaccata. Dopo aver ripulito il tavolo dal mazzo di carte incriminato e averlo riposto nella sua scatola, allargò il mazzo usato sul tavolo a faccia in su, così che entrambe poterono vedere che non c’era nessuna carta bianca che faceva capolino. Poi lo mescolò velocemente, canticchiando piano tra sè e sè mentre lavorava.

“Ora,” disse fiduciosa, col viso che si rilassava in un altro sorriso. “Questo mazzo non mi ha mai tradito.”

Di nuovo Carey ripetè il rituale di estrarre tre carte, chiedendosi perchè stava facendo tutto questo quando avrebbe dovuto dire a Genola “grazie, ma no, grazie”.

“Ci siamo.” Genola girò la prima carta.

Carey scoppiò in una risata di sorpresa e per poco non cadde giù dalla sedia.

La carta della Morte le sorrideva, beffarda.

“Ehm…” Genola girò la carta centrale. Cavaliere di Bastoni. Ancora. “Io, ah, non so cosa dire, Miss Magennis.Davvero, non lo so. Questo non è mai avvenuto prima, mai. Estrarre esattamente le stesse carte più volte di seguito? Da mazzi diversi…” Si tese a prendere la terza carta, con la mano che le tremava visibilmente.

Carey si sprse in avanti e le afferrò il braccio. “Lo faccio io.” Se la donna stava davvero facendo un gioco di prestigio, lei si sarebbe assicurata che non accadesse più. Non che lei credesse in questa roba, nient’affatto. Ma avrebbe preferito dormire senza avere incubi, se possibile.

Girò la carta. Vuota. Lasciò che cadesse dalle dita irrigidite.

Ritorna in te, ragazza. E’ un trucco. Solo un trucco.

Si sforzò di fare una risata e inghiottì velocemente il resto del proprio tè. “Sei molto brava. Hai mai pensato di tentare una carriera nel mondo dello spettacolo?” La sua risata si spense quando l’altra donna non disse niente.

Genola non guardava lei, ma le carte, con il viso pallido ed immobile. Poi alzò lo sguardo verso Carey, con gli occhi che sembravano veder qualcosa al di là del qui e dell’ora.

“Vi dico, miss, che queste carte non hanno mai mentito.”

Carey diede alla donna quello che sperava fosse uno smagliante sorriso che nascondesse quant’era terrorizzata. “Grazie, Mrs. McCarthy. Io… penso che farò una passeggitatina fin giù al promontorio. Kyle dovrebbe aver finito di rifare la nostra tabella di marcia, grazie a me e al mio stomaco ribelle.”

Genola annuì ed iniziò a raccogliere le carte, una a una, esaminando ciascuna di loro come se non l’avesse mai vista prima. Carey si alzò dalla sedia, a disagio e senza sapere cos’altro dire. Genola le toccò il braccio mentre le passava accanto, con lo sguardo preoccupato.

“Solo, stia attenta, signorina. Molto, molto attenta.”

Carey ridacchiò ancora, cercando di tranquillizzare la povera donna—e se stessa. “Oh, non si preoccupi. Il mio fidanzato pianifica tutto fino all’ultimo dettaglio. Non avrò il tempo di cacciarmi nei guai. Si fidi.”


This post's content is copyrighted by Carolan Ivey and has been translated and published with the author's expressed authorization. You can find the excerpt' english version at Samhain’s website, at this link:
http://samhainpublishing.com/excerpt/a-ghost-of-a-chance

Il contenuto di questo post è protetto da copyright ed appartiene a Carolan Ivey. E' stato tradotto e pubblicato con l'espressa autorizzazione dell'autrice. Potete trovare la versione inglese dell’estratto nel sito della casa editrice Samhain, a questo link: http://samhainpublishing.com/excerpt/a-ghost-of-a-chance

  





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