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Home | La Meravigliosa Avventura di Stefania Andrusiani.

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La Meravigliosa Avventura di Stefania Andrusiani.

E'  uscito da qualche tempo un romanzo che mi ha appassionato sin da subito sia per trama che per copertina, e come una falena attirata dalla luce, non ho potuto non leggerlo. Trovadolo particolarmente interessante, di piacevole ed interessante lettura ho pensato di proporvelo; pensando anche di farvi conoscere la sua autrice, che ha debuttato nel panorama letterario italiano proprio con questo romanzo.

Infatti, non solo ho avuto la fortuna di leggere questa piacevolissima prima opera della Sig.ra Andrusiani, ma ho avuto anche il piacere di intervistarne l'autrice, che ha gentilmente acconsentito a farsi conoscere meglio ed a introdurci la sua opera, di cui potrete leggere la mia recensione (con sorpresa!) domani.
 

Innanzitutto congratulazioni per aver vinto il “Premio Letterario Internazionale “Europa” – XII edizione 2011”. Cosa si prova a vincere un premio internazionale con il libro d’esordio ed essere premiata in un contesto così internazionale?

Ringrazio per i complimenti e confesso di essere orgogliosa di aver vinto il premio. Desidero però mantenere un atteggiamento di umiltà, poiché vincere non è tutto e considero questo un punto di partenza, so di avere molto da imparare. Dentro di mé è ancora viva l’emozione provata al momento della proclamazione, ma ciò che soprattutto non si cancellerà è la soddisfazione provata alla lettura della motivazione al premio. Quelle parole hanno saputo ripagarmi delle fatiche. È stata una giornata importante, in un contesto da favola come sa essere la città di Lugano. Essere premiata alla presenza di personalità, riconosciute come di rilievo a livello internazionale, personalità premiate anch’esse, mi ha fatto sentire un po’ speciale.


Da quanto ho colto sfogliando tra le pagine del tuo sito si percepisce una profonda voglia, quasi necessità, da parte tua di scrivere questo romanzo. Com’è nata la tua passione per la scrittura e com’è sublimata nella storia di Elizabeth Reed?

La passione per la scrittura è nata all’epoca del liceo. Scrissi i “classici” diari del cuore, ma ho anche fantasticato sognando situazioni avventurose, affascinata soprattutto dalla cinematografia di tempi passati, in bianco e nero. La stesura iniziale del romanzo è nata quasi per gioco, appuntando un’ispirazione. All’idea di base ne sono seguite altre che hanno arricchito la trama e la timida spinta creativa iniziale si è trasformata in un fiume di idee, scritte di getto in qualunque momento della giornata e poi rielaborate nella tranquillità delle ore serali, talvolta notturne. Scrivere di Elizabeth è stato coinvolgente. Più scrivevo e più sentivo la necessità di scrivere per riuscire a concretizzare tutte le idee, fino al completamento dell’opera, che nella mia mente si era già conclusa.

“La meravigliosa avventura di Elizabeth Reed” è, sostanzialmente, una favola moderna che racchiude in sé elementi classici (come la demarcazione tra buoni e cattivi e la voglia della conquista del principe azzurro) ma inserita in un contesto odierno, con tutte le problematiche di oggi e con una protagonista molto forte. Secondo te –ad oggi – c’è ancora la voglia, anche per donne molto indipendenti e risolute come Elizabeth della “favola” intesa nel suo significato classico di riscatto?

Sono dell’idea che in molte donne oggi ci sia la voglia di riscatto. Determinate a raggiungere professionalmente un ruolo rilevante, molte donne in carriera ambiscono anche a realizzarsi sentimentalmente. Ho conosciuto donne dal carattere deciso e concreto alla continua ricerca del sentimento, che sognavano di “perdersi” in un amore “da favola”. Le favole, soprattutto se inserite in un contesto contemporaneo,  piacciono ancora. Ne è conferma il successo che riscuotono certe serie televisive o films. Va considerato che il riscatto di Elizabeth è notevole, i cambiamenti che riesce a mettere in atto per raggiungere l’obiettivo e per riscattarsi sono singolari, molto complessi, dolorosi  e credo che tali cambiamenti siano destinati a pochi. Il romanzo vuole essere uno spunto, un’occasione per ribadire che ciascuno di noi può davvero mettere comunque in atto trasformazioni incredibili per raggiungere un obiettivo apparentemente irraggiungibile.

Nel romanzo hai scelto di esporre un argomento poco affrontato ed anche abbastanza complesso: l’amore della protagonista dapprima per un uomo molto più maturo di lei e poi per il figlio di quest’ultimo, con tutti i conflitti e le complicazioni che ovviamente ne discendono. Come mai questa scelta?

L’idea di contrapporre padre e figlio è nata appena dopo aver immaginato il personaggio di Elizabeth. Un conflitto generazionale caratterizzato dall’interesse per la stessa donna mi è sembrato lo spunto per rendere maggiormente interessante la trama del romanzo, mi ha dato la possibilità di intrecciare al meglio e in maniera intrigante le vicende dei protagonisti. Premetto che non conosco personalmente casi del genere, anche se so che esistono davvero. Padre e figlio nel romanzo hanno pochi anni di differenza e spesso vedono la vita allo stesso modo. Tra i due non c’è  il classico rapporto padre-figlio, anche se ci sono dei momenti dove il padre si comporta da padre e il figlio si ribella alle intromissioni del padre, proprio come accade frequentemente tra i giovani. Diverso è il conflitto tra i due uomini provando interesse verso la stessa donna. La difficoltà di Paul, nel rapportarsi sentimentalmente con Elizabeth, nasce dal fatto che in qualche modo prova un timore reverenziale nei confronti del padre, ma è pur vero che lo scontro tra i due è lo scontro di due uomini alla pari, per la conquista della stessa donna.  

Il tipo di bellezza che emerge dalla storia, in Elizabeth, è soprattutto quella interiore; man mano, in seguito ad alcuni accadimenti, quest’ultima viene assorbita dalla concezione artistica per cui la bellezza interiore rispecchia, ed è anche, quella esteriore. Come mai hai scelto questa linea narrativa? L’Elizabeth del “prima” avrebbe mai potuto evolversi e maturare in egual modo?

Sono convinta che una persona debba essere considerata per le qualità e gli aspetti del carattere. Purtroppo la Società in cui viviamo dà grande importanza all’aspetto esteriore. Elizabeth è sempre Elizabeth, con la sua determinazione, correttezza, simpatia, il carattere delineato sin dall’inizio. Quando alla bellezza interiore comincia a corrispondere anche una bellezza esteriore, la considerazione delle persone con cui si rapporta cambia, aumenta. Il suo aspetto diventa per lei un ottimo biglietto da visita, vorrei però ribadire che la bellezza da sola non basta. Nel romanzo difatti è netto il divario tra una bellezza “vuota” come quella trattata nella figura di Jennifer e la bellezza di Elizabeth, personaggio dalle indiscusse qualità. Credo che Elizabeth avrebbe potuto raggiungere comunque posizioni di rilievo in ambito lavorativo, indipendentemente dall’aspetto fisico. Il fascino della trasformazione però è il perno del romanzo, attorno al quale si svolge la storia, ricca di colpi di scena.


A differenza di molte scrittrici che prediligono figure maschili forti e risolute hai scelto un personaggio maschile, mi riferisco a Paul, che sebbene sia interessantissimo, è molto complicato, fragile, manipolato, arrendevole, sicuramente ferito e arrabbiato. Perché hai scelto un personaggio così complesso come oggetto dell’amore di Elizabeth?

Ogni personaggio del romanzo a mio parere mostra complessità e debolezze, non solo Paul. Credo che in un romanzo risulti più interessante raccontare e intrecciare storie di personaggi con problematiche; proprio attraverso la complessità dei personaggi si arriva alla complessità della trama, a intriganti sviluppi e concatenazione delle vicende. Al contrario, penso che protagonisti dalle personalità poco sfaccettate diano origine a storie povere di risvolti. Credo inoltre che un lettore riesca a riconoscersi in personaggi con problematiche perché ciascuno di noi sa di possedere debolezze, conflitti o altro, anche inconfessati. Paul tra tutti i personaggi è il più vero, umano come noi, con le sue crisi, i malumori, le reazioni impetuose, la gelosia, ma è anche amorevole, generoso. Posso definire Paul il personaggio cardine, tutto ruota attorno a lui, anche se la protagonista è Elizabeth. Il personaggio Paul ha caratteristiche ben precise, originate dalla mia convinzione che spesso un uomo e una donna molto simili per carattere, non possano legare sentimentalmente. Da qui la scelta o la  necessità di accostare due personaggi complementari tra loro. Elizabeth è troppo forte e decisa per avere a fianco un corrispettivo maschile. Elizabeth ha un carattere dominante e, per sentirsi appagata in una relazione sentimentale, desidera un uomo da gestire o da salvare. Ama conquistare, agire e così si sente in dovere di salvare Paul da se stesso, dalle sue debolezze autodistruttive, aiutandolo in un percorso che lo porterà ad una radicale trasformazione e a ritrovare se stesso.

  
In un’intervista hai detto che nel libro il fulcro è “Il tema della rinascita e del riscatto, la trasformazione profonda dei protagonisti. I cambiamenti spesso non sono immediati, hanno bisogno di tempo. L’importante è avere grandi progetti, grandi sogni”. Se posso chiedertelo, qual è il tuo più grande sogno e quali sono i tuoi prossimi progetti?

Come buona parte degli scrittori ho il desiderio che molte persone vengano a conoscenza del romanzo. È il frutto della mia creatività, ha richiesto tempo e impegno. La storia è nata per divertire. Quando ricevo complimenti, quando ho conferma che il lettore ha trascorso momenti piacevoli leggendo, allora so di aver raggiunto uno dei miei obiettivi. Scrivere e pubblicare è stato davvero il concretizzarsi di un sogno, un obiettivo ambizioso che mi ero prefissata di raggiungere. Il mio più grande sogno, il mio desiderio più grande, è quello di vedere una trasposizione cinematografica o televisiva del romanzo. Per quanto riguarda i progetti futuri, ho in mente una storia ricca di sentimento, adatta a tutte le età, con il valore della vita come tema principale, trattato comunque in modo allegro, ma anche profondo.

Ringrazio Stefania per la sua disponibilità e cortesia!

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