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Home | Rosa italiano e dintorni...

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Rosa italiano e dintorni...

Leggere italiano.
Ho letto quasi esclusivamente quello in questi giorni, pescando nel grande calderone di autrici note, meno note e sconosciute, aiutandomi a volte con le recensioni e a volte con le sensazioni che mi dava la trama.
Il risultato non è stato dei migliori, mi dispiace molto scriverlo ma non posso dire una cosa che non è vera anche se questo mi renderà ancora più antipatica. Le storie sono povere e molto spesso senza senso tanto che mi chiedo se le autrici e chi le pubblica, le leggano veramente.
Basta che un romanzo sia edito da una ce per decretarne il successo?
Io non credo o almeno per me non funziona così. Ci casco una volta ma poi mi guardo bene dal ripetere l’acquisto di un autore che mi ha deluso anche se alle spalle ha il top dei top di un editore.
Faccio tanta fatica a capire poi come vengano esaltati e portati ai primi posti nelle classifica delle recensioni e ne vengano affossati altri, rei di non avere forse buoni santi in paradiso .
Le ho ascoltate per un paio di titoli, le ho confrontati con alcuni self di qualità bocciati o accolti con un tiepido consenso e i casi sono due : o io ho letto un altro libro o si bara di brutto. E propendo più per la seconda ipotesi.
Attenzione… non sto dicendo che quelle scritte da autrici straniere siano migliori, ma che abbiano qualche punto in più è indiscutibile anche se troviamo pure in queste firme estere dei libri che lasciano molto a desiderare o che sono da cestinare. Ma per fortuna abbiamo buonissime autrici italiane che ci salvano dalla marea di penne novelle e non, che si credono le nuove James o Todd… Vi voglio consigliare se ancora non le avete lette, tre nomi che sono entrate nella mia personale lista di gradimento: Edy Tassi , S.M.May e Emilio Martini.
Sono tutte e tre autrici che ho letto fin dalle prime pubblicazioni e che mi hanno colpito favorevolmente per le storie che raccontano, il loro modo di scirvere, l’evoluzione della loro scrittura che matura ad ogni nuovo racconto e che scorre fluida e piacevole con un filo logico e normale, senza eccessi e ripetizioni.

Addio è solo una parola di S.M. May
La May  mi ha spiazzato con questo suo nuovo libro e mi conferma ancora una volta che non avevo visto male quando ho scommesso su di lei e ho iniziato a leggere le sue storie.
Ne ha fatta di strada da Nuvole…
Ha osato entrare in un genere, il M/M,  non facile e nemmeno poi tanto commerciabile qui in Italia e ha fatto centro con una sensuale eleganza, l’ ironia, il garbo e il rispetto per una categoria di amore che ha ancora moltissimi tabù e pregiudizi da superare.
E quando ormai la vedevo indirizzata verso quel genere, la birichina mi spiazza con un romance F/M che affronta un altro tema difficile come la disabilità.
La trama è semplice e lineare, non ci sono colpi di scena, guarigioni miracolose o performance da circo.
Maira ha sacrificato tutta la sua giovinezza per la sua carriera di avvocato, è restata 12 anni legata ad un piccolo studio legale in attesa di diventarne socia e quando Manfred Stein, il socio anziano di uno dei principali studi di Colonia le fa un'offerta alettante proponendole un accordo che le da diritto al 15% delle azioni dello studio legale accetta senza batter ciglio! L'accordo prevede che Maira riesca a far uscire di casa il figlio di Stein, che dopo un brutto incidente non esce più di casa ed ha smesso di lavorare come avvocato in aula....
Riuscirà Maira nel suo intento? Lo scontroso Lukas tornerà finalmente a vivere?”

La May è riuscita in pieno a creare e a raccontare due personaggi difficili, cinici e fuori dagli schemi tradizionali del classico romance, con una maestria che merita un applauso. E’ riuscita ad emozionarci con le loro imperfezioni, i loro caratteracci e il loro egoismo,  regalandoci una storia normale, finalmente normale.
Mi piace anche questa nuova May, mi piace come ha affrontato certi argomenti, come è  stata capace di raccontare la disabilità con serietà e ironia, come ha continuato a parlare dell’amore “diverso”, dell’omofobia, dell’avidità di potere e di prestigio, dei giochi sporchi per arrivare …
Le offrirò un caffè al Pedrocchi se mai dovessi incontrarla.
E May… aspetto il nuovo libro della Harald, mi raccomando.

Effetto domino di Edy Tassi
Nascosta dietro l'obiettivo della macchina fotografica, Gloria è sicura di essere intoccabile. E invisibile. Di poter scegliere lei ogni mossa, anche con gli uomini. Seducendoli, amandoli senza inibizioni, e poi lasciandoli prima di poter provare emozioni troppo intense. Prima di poter soffrire. Ma nessuno può sfuggire alla propria storia. E quando il passato la chiama con forza dall'Africa alle sponde scintillanti ed esclusive del Lago di Como, Gloria comincia a seguire le tracce di una verità scomoda, di una storia familiare misteriosa e affascinante. Al centro di tutto c'è l'enigmatica e imponente Villa Visdomini. E un uomo, Marco, che è tentazione pura, pericoloso come il fuoco che divampa tra loro. Questa volta Gloria non può più nascondersi.

Ho letto Edy Tassi in Ballando col fuoco e mi aveva fatto una buona impressione, ma Effetto domino,  il suo nuovo romanzo mi è piaciuto ancora di più perché mescola con bravura erotismo, suspense e una storia d’amore che appassiona fin dalle prime battute.
I personaggi che la Tassi ci presenta sono legati fra loro da un complesso gioco di relazioni finite male e di rapporti famigliari distrutti per il troppo orgoglio e avidità.
Proprio come nel domino, basta far cadere una tessera di questo effimero mondo finto e bugiardo che tutte le tessere crollano l’una sull’altra scoprendo una realtà fatta menzogne, di tradimenti, di rimpianti.
A farne le spese sono le uniche persone a cui questo gioco di bugie è stato imposto e con cui hanno dovuto convivere fin da piccoli. I segreti del passato non possono restare sepolti per sempre e quando ritornano prepotentemente in superficie non possono più essere corretti.
Gloria e Marco, i due protagonisti della storia di Edy Tassi, sono le vittime dell’orgoglio e dell’egoismo delle loro famiglie. Si incontrano e si scontrano senza sapere che c’è ancora chi li sta manovrando come burattini perché i segreti rimangano ben nascosti e non scoppi come una bomba quel mondo che si è costruito sulle bugie e sulle omertà.
Il sesso è il loro punto d’incontro, il legame sottile che li lega e di cui hanno bisogno per uscire da quegli angoli bui che esistono nella loro vita.
Un romanzo raffinato e sensuale che ci conduce fra passato e presente in una famiglia arrivata alla resa dei conti.
Marco e Gloria hanno la possibilità di mettere la parola  fine a tutta la storia e ad iniziare la loro, ma fino all’ultimo ci sarà chi vorrà impedirglielo.
Bel romanzo, un misto di giallo e rosa che Edy Tassi ha scritto molto bene non rendendolo mai banale o scontato o peggio ancora infarcendolo di sesso, che non manca ma che fa da contorno alla storia e non è la storia.
E un finale romantico che ti emoziona…

Per finire e dare un senso ai “dintorni” del titolo, vi consiglio di leggere i racconti del Commissario Bertè di Emilio Martini.
Martini è lo pseudonimo di Elena e Michela  Martignoni, due autrici che conosciamo per i romanzi storici sui Borgia e sui papi.
I romanzi del Commissario Bertè sono fino a questo momento solo quattro e dico solo perché spero che le scrittrici me ne regalino ancora: La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso e Doppio delitto al Grand Hotel Miramare.
Gigi Bertè è un poliziotto ribelle, anticonformista che viene mandato in castigo a fare il commissario in un paese della Liguria. E’ una bella botta per lui che vive, ama e respira la sua Milano da quando è nato.
Alto, coda di cavallo brizzolata, sempre accigliato e burbero, il vicequestore aggiunto Bertè ragiona e risolve i suoi casi come un segugio segue la sua preda, con tenacia, costanza e il fiuto dei migliori investigatori, un Montalbano del nord simpaticamente scontroso e rude.
A Milano oltre al posto ha lasciato anche una storia d’amore finita e strafinita a cui ogni tanto dà una rispolveratina, anche se il suo cuore sembra battere per la burrosa Marzia, proprietaria della pensione in cui alloggia.
I libri di Martini ( alias sorelle Martignoni) sono semplici, scorrevoli, precisi nelle descrizioni dei luoghi e dei personaggi con dialoghi diretti e appassionati, ma sempre senza nessun eccesso.
Geniale e unica anche il racconto nel racconto… Bertè scrive segretamente racconti gialli e nei romanzi il commissario tra un’indagine e l’altra ce li propone.
Se volete staccare per qualche sera da amanti, sesso e palette bollenti, Bertè è l’uomo giusto e chissà che non prenda anche voi, come ha fatto con me,  questo vice questore che sembra il batterista maturo di un complesso rock.

 

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