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Lunedì, 28 maggio, 2012 - 03:35
Maet

Carla Maria Russo: passione e ricerca

Molisana di origine, ma milanese di adozione, dopo anni dedicati all'insegnamento Carla Maria Russo ha esordito nella narrativa per ragazzi nell 2000 per poi passare a quella per adulti nel 2004, con il fortunatissimo La sposa Normanna che ha vinto il premio Città di Cuneo per il primo Romanzo  e il premio Feudo di Maida. Da allora ha pubblicato per Piemme con grande successo: Il cavaliere del giglio, L'amante del Doge e Lola nascerà a diciott'anni. Se la ricerca storica l'appassiona e fatica a staccarsi dalle sue "creature", quello che la gratifica maggiormente, però, è il contatto con i lettori che la arrichiscono con il loro entusiasmo.

Benvenuta Carla, è un piacere averti nostra ospite. Molte nostre lettrici già ti conoscono, anche perché ti sei avvicinata al mondo romance nell’ultimo periodo, come ti presenteresti a tutte le altre?

Potrei definirmi una scrittrice che tenta di sfuggire a una classificazione di genere, che invece piace molto alle case editrici. Quello che accade a me è di innamorarmi di vicende private, quasi sempre di donne, che hanno caratteristiche di grande modernità e possono parlare al cuore di noi lettori di oggi. Naturalmente,  narro queste vicende lasciandole nell’epoca in cui esse sono accadute, che cerco di ricostruire ed evocare in modo molto preciso, perché questo conferisce spessore psicologico e credibilità ai miei personaggi e un valore culturale aggiunto al libro.

Nasci come insegnante di Italiano e Latino al liceo, quando e perché sei passata alla scrittura? E pensi di aver tradotto in qualche modo la tua esperienza come docente nei tuoi libri, visto che sono romanzi storici?

Ho deciso di lasciare l’insegnamento, che pure mi offriva grandissime soddisfazioni, perché desideravo misurami con altre avventure. Mi sono dedicata prima a una mia grande passione, la ricerca storica, nel corso della quale  mi sono imbattuta in storie così avvincenti, emozionanti e attuali, che mi è venuto il desiderio di tenerne traccia, provando a raccontarle. Questi sono stati i miei primi passi nella scrittura, a metà degli anni novanta. Senza dubbio l’insegnamento della letteratura italiana ha avuto il suo peso nell’affinare le mie qualità di scrittrice ma un influsso decisamente più significativo proviene dalla mia grandissima passione per la lettura, che coltivo in modo ininterrotto e intenso dall’età di sei anni.

Hai debuttato con un romanzo per ragazzi Bartolomeo alla prima crociata e in seguito hai esordito nella narrativa per adulti con La sposa normanna. Per te, come autrice, quali sono state le principali difficoltà, se ce ne sono state, nello spostarti da un ambito all’altro?  

No, nessuna difficoltà. In realtà, io ho cominciato a scrivere proprio romanzi per adulti, ovvero La Sposa Normanna e Il cavaliere del Giglio, senza mai trovare il coraggio di presentarli a una casa editrice. Anzi, a essere precisa, l’idea non mi sfiorava nemmeno, anche perché non consideravo mai terminato il lavoro di revisione (una caratteristica che mi è rimasta: fatico molto a staccarmi da un mio romanzo e a considerarlo concluso. Vivo il trauma da separazione). Poi mia figlia Gaia mi ha domandato di scrivere un libro che potesse leggere anche lei (aveva dodici anni) e così, in venti giorni circa, ho scritto Bartolomeo alla prima crociata. A lei è piaciuto così tanto che mi ha assolutamente imposto di farlo leggere a una casa editrice, la quale lo ha accettato. E così è cominciata l’avventura…

La sposa normanna è un ottimo romanzo storico, consigliatissimo, che ricostruisce con precisione ma senza pesantezze e compiacimenti un periodo molto interessante e travagliato del nostro Medioevo.  Qual è stata la scintilla che ti ha portata a voler raccontare le vicende di Costanza di Altavilla?

La grande modernità della sua vicenda personale, imperniata sul suo rapporto con la maternità, che la trasforma profondamente, facendole scoprire energie e risorse che ignorava di possedere, pur di salvare suo figlio. Ne sono rimasta così toccata ed emozionata che ho provato a trasferire queste mie emozioni in un racconto. Sono contenta che la Storia – quella con la S maiuscola - resti sullo sfondo: come dicevo, io amo raccontare storie private, con la s minuscola, mentre l’altra mi serve solo per contestualizzare e dare spessore psicologico ai personaggi.

Possiamo affermare che il denominatore comune di tutti i tuoi libri sono le intense figure femminili: forti, indomite nonostante fragilità e traversie, piene di coraggio. E’ la tua visione del femminile o, al di là della realtà storica, é quello che a te piacerebbe vedere nelle donne? O forse anche il riflesso della personalità di Carla?

Tutti questi tratti mescolati. Mi affascinano e mi emozionano donne nella cui personalità mi rispecchio. Mi sembra anche che la loro vicenda, sviluppatasi in condizioni sociali e culturali molto più dure e difficili delle nostre, offra alle donne di oggi moltissimi spunti di riflessione e acquisisca un valore simbolico e paradigmatico molto forte. Se sono riuscite a battersi loro per affermare i loro bisogni e personalità, in circostanze molto più difficili delle attuali, possiamo farlo anche noi. Giusto?

Parlando di figure femminili indimenticabili, non possiamo non citare Alìenore o Eleonora d’Aquitania,  protagonista del tuo ultimo romanzo, La regina irriverente, appena pubblicato da Piemme. Una vera eroina, una donna eccezionale che ha ispirato cinema, teatro e letteratura. Ci puoi raccontare come è nato e si è sviluppato questo progetto e quanto ti ha coinvolta?

Alìenore è una figura femminile di rara forza e personalità, che ammiro fin dai tempi del liceo, quando  studiavo la letteratura cortese. Mi sono imbattuta in lei più volte nel corso i miei studi e sempre mi ha attratto, affascinato.  Alla fine, ho sentito che dovevo raccontare la sua storia perché sono scattati i due meccanismi che rappresentano per me i presupposti irrinunciabili alla narrazione. Il primo è la forza e la modernità della vicenda privata di Alìenore ( io racconto una piccola parte della sua vita, quella relativa al suo primo matrimonio), il secondo è il meccanismo di identificazione, ovvero l’identificarmi completamente con lei e la sua vita avventurosa, entrare nel suo cuore e nella sua mente, diventare lei, in qualche modo.

Che tipo di scrittrice sei? Metodica o impulsiva? Lenta o veloce? Ti concentri di più sulla trama e i personaggi, o sulla levigatura della parola?

Sono una gran sregolata. La mia unica regola è: niente regole. Concedo grandissimo spazio alla parte irrazionale e creativa di me e dunque ci sono momenti in cui scrivo come una furia, senza avere la più pallida idea di quello che sta uscendo dal mio animo (in genere, vengono fuori le parti migliori), e altri in cui procedo con lentezza (o magari sono ferma). Tuttavia, proprio perché mi so disordinata e impulsiva, dedico una cura maniacale alla revisione del testo: limo, correggo, cesello fino allo sfinimento (mio). La realtà è, come dicevo prima, che soffro molto la sindrome di separazione dalle mie “creature” e cerco di protrarre il momento il più a lungo possibile.

Domanda inevitabile: tu sei un’autrice considerata di serie A, che ne pensi dunque delle tue colleghe che invece sono giudicate di serie B perché scrivono romance, e del fatto che questo genere non goda della giusta considerazione?

Ma che serie A e serie B!! Io conosco fior di autrici di Romance cui va tutta ma tutta la mia stima. Il problema è che siamo soffocate e condizionate da convenzioni e luoghi comuni. Se la smettessimo con questa fissazione sul genere, che è un vezzo utile a editori e critici, non certo a noi scrittori, ne guadagneremmo tutti. A mio parere, dovrebbero esistere solo i romanzi, che possono essere belli, mediocri o decisamente brutti. Detto questo, parte della supponenza con cui viene giudicato il Romance è da imputare anche  – se posso esprimere con franchezza il mio modesto parere – alle copertine scelte dagli editori, che a volte sono davvero orribili e paiono un vero e proprio marchio. E questo, a mio avviso, non aiuta il libro.

In questi giorni è iniziata la promozione per  La regina irriverente,  puoi dire alle nostre amiche dove e quando possono incontrarti?

Dopo la presentazione a Milano, avvenuta l’otto maggio, sarò a Rosignano, in Toscana , poi in Molise, per una serie di incontri a Campobasso e Boiano, infine ad Ancona, presso la libreria Il grillo Parlante. Poi dovrei fare un giro nelle principali città:

BOLOGNA 14 giugno ore 18 MONDADORI via D’Azeglio 34
GENOVA    19 giugno ore 18 MONDADORI via Venti Settembre, 210
PALERMO  28 giugno ore 18 MONDADORI via Ruggero VII, 16
ma ancora non conosco il programma completo. Su Fb posterò tutti gli eventi e vi terrò informate.

Grazie per essere stata con noi Carla Maria!

Grazie molte a voi. E’ stato un grande piacere!

 

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Commenti

Ritratto di Maet

Ringrazio Carla Maria Russo

Ringrazio Carla Maria Russo per la sua gentilezza e la disponibilità dimostrata nell'essere nostra gradititissima ospite. Invito chi ne ha la possibilità ad andare agli incontri che Carla avrà coi lettori, per scoprire o conoscere meglio una bravissima autrice.

Sono andata a comprare La

Sono andata a comprare La regina irriverente dopo aver visto questa bella intervista ieri e mi aspetto una splendida lettura, l'inizio è molto promettente!

Grazie a Maet per avermi fatto scoprire questa autrice. Spesso vediamo titoli in libreria che non consideriamo perché non conosciamo l'autore ora invece conosco un pochino Carla e mi è molto piaciuto come ha risposto alle domande. Complimenti e in bocca al lupo per tutto!

Francy

Ciao Carissima Francymi fa

Ciao Carissima Francy mi fa molto piacere questa conoscenza giunta attraverso la bravissima Maet. Buona lettura di questo libro che ho molto amato e non mancare, per favore, di farmi avere la tua opinione alla fine. La attendo! A presto, quindi! Un abbraccio. Carla Maria RussoH

Ritratto di Milly

Ho conosciuto Carla Maria

Ho conosciuto Carla Maria Russo con "L'amante del doge" e ne ho apprezzato da subito la fluidità narrativa e la presenza di una ricerca storica solida ma non opprimente, che è un valore aggiunto per me. Quindi ringrazio Maet per averci dato la possibilità di apprendere di più su si lei come donna e come autrice.

Eleonora d' Aquitania è un'eroina di grande spessore, una figura così importante che la si affronta con un certo timore. Io volevo chiedere a Carla quanto è stato difficile "convivere" con lei durante la stesura de "La regina irriverente". Grazie e un caro saluto.

Carissima Millyconvivere con

Carissima Milly convivere con Alìenore è stato un grandissimo piacere e un grande divertimento non solo perché la sua vicenda è quanto mai moderna e avvincente ma perché lei è una donna davvero straordinaria, di grande intelligenza, prima ancora che di grande bellezza, di grande cultura, dotata di raffinata ironia e di grande coraggio. Mi ha molto arricchita come donna e mi ha offerto grandi spunti di riflessione. Sapessi come vorrei assomigliarle!! Quando avrai letto il libro, forse concorderai anche tu con me! Un grande abbraccio. Carla Maria Russo

Un'intervista molto

Un'intervista molto interessante Maet che mi ha dato la possibilità di sapere di più su una scrittrice che conoscevo solo di nome. Ho apprezzato la sua semplicità e il fatto che consideri anche le autrici romance come colleghe a tutti gli effetti invece di avere la puzza sotto il naso. Complimenti signora Russo e in bocca al lupo per La regina irriverente, sono molto curiosa di leggerla!

Anna

Grazie mille, Anna. Sono

Grazie mille, Anna. Sono molto felice di questa occasione che ci ha fatto conoscere. Ribadisco che ho il massimo rispetto per le autrici Romance, che sono colleghe molto brave e professionali. Mi fa piacere che tu voglia leggere il mio ultimo libro e attendo con grande piacere il tuo parere. Naturalmente è d'obbligo il tu, fra amiche!! Un abbraccio.

Ritratto di Lilith

Bellissima intervista Maet!

Bellissima intervista Maet! Faccio i complimenti a Carla Maria Russo per la simpatia  e per la sua carriera. Io ho letto Lola nascerà a diciott'anni e mi riprometto di recuperare gli altri al più presto.

Se posso fare una domanda, mi incuriosiva il particolare che tutti i tuoi romanzi siano storici Carla, dipende dal fatto che ti trovi meglio a narrare avvenimenti lontani dall'oggi o dalla tua passione dichiarata per la ricerca?

Grazie!

risposta

Carissima, se ci rifletti, Lola, che tu hai letto, è un giallo (genere che mi piace molto), oltre che una storia d'amore. In parte è anche un romanzo storico, perché ricostruisce con cura la Milano del periodo di guerra, come ogni romanzo serio deve fare. Anche gli altri miei romanzi appartengono a un genere storico un po' diverso dal solito, nel senso che amo e parlo di storie private, personali, quelle con la s minuscola, che vengono contestualizzate in un quadro storico che ricostruisco con cura perché questo conferisce spessore psicologico e realismo ai miei personaggi. Non mi interessa parlare della Storia ma delle storie che abbiano grandi caratteristiche di modernità, capaci di parlare alle donne di oggi. Mi piace lo scavo psicologico dei personaggi, la loro parabola umana. Mi affascinano spesso (ma non sempre) storie di donne dalla forte personalità, combattive, vissute in società ancora più ferocemente antifemministe della nostra, perché mi sembra che il loro coraggio offra a noi donne di oggi spunti di riflessioni molto efficaci, come la protagonista del mio ultimo romanzo La regina Irriverente. Non farmi mancare la tua opinione via via che leggerai gli altri miei libri! Un abbraccio.

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